La chesetta in mezzo ai boschi, nel regno del carpine, a circa mille metri da Caravino, quasi al confine con il territorio di Vestignè, domina l'antica via Ivrea-Villareggia e la sottostante pianura verso la Dora.

La chiesa di San Giacomo in Carpeneto dipendeva, nel medioevo, da Santa Maria Maggiore della Cella Benedettina di Vestigne', a sua volta emanazione della celebre Abbazia di Fruttuaria, fatta costruire da Re Arduino. Nel testo di C. BOGGIO "Le chiese del canadese d'interesse architettonico e archeologico.", relativamente a San Giacomo in Carpeneto, si cita testualmente: "La sua costruzione muraria, le finestrelle arcuate accennano a quelle costruzioni di stile lombardo che si eseguivano nei primi secoli del medioevo".

Si ritiene che, per la sua importanza e posizione geografica, la chiesa di San Giacomo in Carpeneto fosse un luogo di sosta, di ristoro e di preghiera, osto sulla via dei grandi pellegrinaggi medioevali diretti a Santiago de Compostela, nella Penisola Iberica.

La chiesa possiede l'affresco più importante di Caravino. Si tratta di uno degli ultimilavori eseguiti da Giacomino da Ivrea nel 1465.

Il dipinto (cm 140x145) rappresenta San Giacomo nell'atto di presentare l'Henriello alla Madonna seduta su un trono, con il bambino in braccio.

Oggi la chiesa, pur essendo in discreto stato di conservazione, è chiusa al culto.